Affinché la cannabis da Lei coltivata sia davvero di prima qualità, è necessario raccogliere le piante al culmine della maturazione. Se si procede alla raccolta troppo presto, si può perdere una parte dei cannabinoidi. Le piante troppo mature, invece, perdono potenza a causa della degradazione del THC in CBN. Quando raccogliere quindi la cannabis affinché, una volta essiccata, sia della migliore qualità possibile?
Quanto dura la fioritura della cannabis?
Il tempo necessario affinché la cannabis maturi dipende soprattutto dalla varietà. La maggior parte delle varietà moderne matura dopo circa 60–70 giorni di fioritura. Esistono però anche cultivar con un periodo di fioritura di circa 45 giorni oppure varietà che devono fiorire per 90 giorni o più. Nella coltivazione indoor, questo periodo si calcola dal giorno in cui si passa dal regime di luce per la crescita a quello per la fioritura.
Alle nostre latitudini (48°33' e 51°03' di latitudine nord), la cannabis coltivata all’aperto inizia a fiorire tra luglio e agosto e deve maturare prima dell’arrivo del freddo e delle prime gelate. Per questo, per la coltivazione outdoor, conviene scegliere varietà con un breve periodo di fioritura, fino a 60 giorni.
Quanto detto sopra vale per le varietà di cannabis “classiche” fotoperiodiche, la cui fioritura dipende dalla durata del giorno e della notte. Le varietà autofiorenti (autoflower) sono specifiche perché fioriscono indipendentemente dal fotoperiodo. Per le varietà autofiorenti non viene quindi indicata la durata della fioritura, bensì quella dell’intero ciclo di coltivazione. Quest’ultimo dura solitamente 8–10 settimane, ma alcune autofiorenti, in particolare le varietà di tipo Haze, possono crescere anche per 12–14 settimane.
Le varietà Fast sono ibridi tra varietà fotoperiodiche e autofiorenti. Reagiscono al cambiamento della durata del giorno come la cannabis classica, ma hanno ereditato dai genitori autofiorenti un periodo di fioritura più breve. Le cultivar Fast maturano solitamente dopo 7–8 settimane di fioritura.
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Come riconoscere una cannabis matura
Consideri sempre la durata della fioritura indicata dal selezionatore soltanto come un riferimento indicativo. Ogni pianta è unica e il periodo di fioritura e maturazione può variare anche di diverse settimane da una pianta all’altra. Questo vale anche se si coltivano semi della stessa varietà provenienti dalla stessa confezione. La velocità di fioritura è influenzata anche da fattori esterni, come il clima e la nutrizione. La maggior parte dei coltivatori stabilisce il momento esatto della raccolta in base alla colorazione dei pistilli, alla maturazione dei tricomi e all’aspetto generale della pianta.
I pistilli, ovvero i peli bianchi sui fiori, servono alle piante femminili per catturare il polline maschile. Man mano che le piante maturano, i pistilli diventano gradualmente marroni. In base alla percentuale di pistilli scuri è possibile riconoscere, in una certa misura, la maturità della pianta. Solitamente si considera che la cannabis sia matura quando diventano scuri più del 70–80% dei pistilli. Tuttavia, questo metodo non è sempre del tutto affidabile. Alcune varietà possono raggiungere le massime concentrazioni di sostanze attive prima o dopo.
Un metodo leggermente più preciso per stimare il momento opportuno per la raccolta della cannabis consiste nell’osservare la maturazione dei tricomi. I tricomi ghiandolari sono ghiandole microscopiche presenti sulla superficie delle piante; nelle loro teste rotonde si nasconde una resina ricca di cannabinoidi, terpeni e altre sostanze per cui la cannabis è apprezzata.
I tricomi sono ben visibili con una lente d’ingrandimento da almeno trenta ingrandimenti o con un obiettivo macro per fotocamera. Al culmine della maturazione, i tricomi hanno una testa lattiginosa e opaca; i tricomi immaturi sono trasparenti, mentre quelli troppo maturi hanno un colore ambrato. La cannabis è matura quando la maggior parte dei tricomi sui fiori è opaca e iniziano a comparire le prime teste ambrate.
Oltre che dal colore dei tricomi e dei pistilli, l’avvicinarsi della raccolta può essere riconosciuto dall’aspetto generale delle piante. Prima della raccolta, alcune varietà possono assumere splendide combinazioni di rosso, viola e blu, mentre in altre ingialliscono soltanto le foglie. Un altro segnale è rappresentato dalle brattee che si arrotondano, ovvero le piccole foglie intorno ai pistilli, facendo sembrare le cime ricoperte di piccole palline. Tuttavia, la morfologia dei fiori può variare da una varietà all’altra. Se sui fiori già maturi compaiono nuove escrescenze, i cosiddetti foxtails, probabilmente è arrivato il momento della raccolta.
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Se ha appena iniziato a coltivare cannabis e teme di non riuscire a individuare con precisione il momento giusto per la raccolta, non c’è motivo di disperarsi. La verità è che non è assolutamente necessario individuare con precisione assoluta il giorno della raccolta. Alcuni coltivatori raccolgono un po’ prima per preservare determinati terpeni, mentre altri aspettano qualche giorno in più per conferire alla cannabis un effetto più pesante e sedativo. Perciò, oltre a seguire la nostra guida, si affidi anche al Suo olfatto e al Suo intuito di coltivatore.
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