Avete raccolto un ottimo raccolto e vi state chiedendo come preservarne la freschezza e il profumo? Un’essiccazione e una conservazione scorrette possono privarvi di una parte significativa dei preziosi terpeni e cannabinoidi. Vi insegneremo a essiccare e conservare la cannabis in modo che le cime abbiano un aspetto impeccabile e un profumo inebriante anche dopo molti mesi.
Osservando le cime mature e scintillanti di resina, non è difficile capire che la potenza della cannabis si nasconde proprio al loro interno. In realtà, cannabinoidi, terpeni e altre sostanze importanti presenti nella cannabis sono contenuti nelle teste dei tricomi, piccole ghiandole sulla superficie delle piante, che si trovano in quantità maggiore sui fiori femminili. Nella cannabis matura, le teste dei tricomi sono colme fino a scoppiare di sostanze preziose, molte delle quali si degradano facilmente a causa del calore o dei raggi UV. Numerosi terpeni responsabili del profumo unico della cannabis sono molto volatili ed evaporano anche a temperature di poco superiori ai 20 °C. I cannabinoidi, le principali sostanze attive della cannabis, alla luce e al calore si degradano invece trasformandosi in forme inattive. Una cannabis essiccata e conservata in modo scorretto può quindi perdere rapidamente una parte significativa del proprio potenziale.
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Come essiccare la cannabis per preservarne profumo e potenza
I principali nemici delle sostanze attive e dei terpeni presenti nella cannabis sono i raggi UV e il calore. Per questo è assolutamente fondamentale essiccare le cime al buio, a una temperatura compresa tra 16 e 20 °C. Potete essiccare le piante intere oppure appenderle per i singoli rami, con la punta rivolta verso il basso. In alternativa, potete dividere le cime in parti più piccole e disporle sulle reti di essiccazione. Prima dell’essiccazione potete rimuovere dalle piante soltanto le foglie più grandi e rifinire le cime dopo l’essiccazione (dry trim), oppure eliminare tutte le foglioline, comprese le brattee, già al momento del raccolto (wet trim).
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Il modo in cui lavorate le piante prima dell’essiccazione influisce sulla velocità di essiccazione. Le piante essiccate intere si asciugano più lentamente. I singoli rami si asciugano un po’ più rapidamente. L’essiccazione sulle reti è invece la più veloce. Le cime private di tutte le foglie prima dell’essiccazione si asciugano più rapidamente rispetto a quelle a cui sono state rimosse soltanto le foglie grandi.
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Temperatura |
Umidità relativa dell’aria |
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Essiccazione di piante intere |
18–20 °C |
50–55 % |
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Essiccazione per rami senza foglie grandi |
16–19 °C |
50–55 % |
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Essiccazione sulle reti |
16–19 °C |
55–65 % |
Un altro fattore importante che influenza l’essiccazione della cannabis è l’umidità relativa dell’aria, che dovrebbe aggirarsi intorno al 55%. Se essiccate cime grandi o piante che sono state colpite dalla muffa, è preferibile mantenere l’umidità dell’aria intorno al 50% nei primi giorni e aumentarla soltanto quando i fiori si saranno asciugati parzialmente.
L’essiccazione della cannabis dovrebbe durare da 7 a 21 giorni. Durante questo periodo, le cime perderanno circa l’80% del loro peso. I fiori correttamente essiccati sono asciutti, ma elastici al tatto, e dovrebbero staccarsi facilmente dal gambo. La cannabis eccessivamente essiccata si sbriciola tra le dita.
Curing
Sebbene la cannabis correttamente essiccata abbia un profumo magnifico e “funzioni” decisamente bene, esiste un modo per migliorarla ancora. Il curing (stagionatura) è un metodo con cui le cime vengono lasciate maturare per diverse settimane in contenitori chiusi, che vengono arieggiati di tanto in tanto. Durante questo periodo, l’umidità intrappolata al centro delle cime si distribuisce uniformemente. Inoltre, durante il curing avviene la degradazione della clorofilla, che conferisce alla cannabis appena essiccata uno sgradevole odore di paglia e un sapore amaro.
Per il curing sono ideali i barattoli per conserve o i contenitori metallici richiudibili. I sacchetti o i contenitori di plastica non sono adatti alla conservazione a lungo termine, perché la cannabis contiene sostanze che possono degradare la plastica.
Riempite i contenitori per circa tre quarti con le cime essiccate e pulite, in modo da lasciare all’interno un po’ di spazio libero. Conservate i contenitori in un luogo buio, a una temperatura compresa tra 15 e 18 °C. Durante la prima settimana, aprite i contenitori ogni giorno, controllate la cannabis e lasciatela arieggiare per alcuni minuti. Nella seconda settimana, aprite i contenitori due o tre volte e, nelle settimane e nei mesi successivi, arieggiateli una volta alla settimana.
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Come conservare la cannabis affinché duri a lungo
Nemmeno la cannabis conservata alla perfezione dura per sempre. Il problema principale è la degradazione dei cannabinoidi, soprattutto del THC, che con il tempo si degrada in CBN (cannabinolo). In una ricerca condotta sulla cannabis conservata a una temperatura di 20–22 °C, dopo un anno si è verificata una diminuzione del 16,6%, dopo due anni del 26,8%, dopo tre anni del 34,5% e dopo quattro anni del 41,4% del THC totale nella sostanza secca. Il processo di degradazione non può essere arrestato, ma procede più lentamente a basse temperature. Per questo alcune persone conservano le proprie scorte di cannabis nel congelatore.
La conservazione a temperature inferiori al punto di congelamento prolunga effettivamente il periodo durante il quale la cannabis conserva il contenuto di cannabinoidi e terpeni. Tuttavia, presenta anche degli svantaggi. I tricomi congelati sono molto fragili e possono staccarsi facilmente dalla cannabis durante la manipolazione. Un altro problema sono i cristalli di ghiaccio che possono formarsi sulla sostanza secca. I sacchetti sottovuoto sono la soluzione migliore per conservare la cannabis nel congelatore, poiché eliminano questo problema, ma al prezzo di schiacciare le cime. Quando conservate la cannabis nel congelatore, è una buona idea dividere il raccolto in parti più piccole e prelevare ogni volta soltanto la quantità destinata al consumo immediato.
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