Come valutare la qualità della cannabis: diventi un intenditore di erba

Non sono pochi i coltivatori che si vantano del fatto che proprio il loro prodotto superi tutti gli altri. Ma in che cosa consiste la vera qualità della cannabis? Il contenuto di cannabinoidi, l’aspetto o il profilo terpenico sono certamente importanti, ma di sicuro non raccontano tutto. L’essenziale si nasconde nei dettagli. Chi vuole imparare a valutare la qualità della cannabis come un professionista deve imparare a osservarla in modo diverso da un normale consumatore.

Per scegliere un vino di qualità può aiutarLa un sommelier. Non solo deve conoscere l’origine e gli abbinamenti, ma anche individuare immediatamente ogni difetto nascosto del vino scelto. Lo stesso vale per la cannabis. Un vero esperto non considera soltanto l’origine, il profumo o la potenza, ma valuta numerosi dettagli di ogni campione. Questi possono rivelare eventuali carenze nella coltivazione, nella lavorazione o nella conservazione del campione.  

Cosa non trascurare quando si valuta la cannabis

Struttura scadente delle infiorescenze: L’aspetto complessivo e la struttura delle cime rivelano molte cose, soprattutto se le infiorescenze provengono da una pianta sana. Se la pianta è stata coltivata correttamente e ha ricevuto una quantità sufficiente di nutrienti e luce, le infiorescenze dovrebbero essere ben sviluppate, compatte e prive di difetti evidenti. Le cime delle piante coltivate in modo scorretto o in condizioni inadatte sono spesso rade, sbiadite e poco dense.

Cannabis non matura: La cannabis raccolta prematuramente può avere un buon profumo e presentare resina, ma non conterrà neanche lontanamente tanti cannabinoidi e terpeni quanto quella raccolta al culmine della maturazione. Il modo migliore per individuare la cannabis non matura consiste nell’osservare da vicino le teste dei tricomi, piccole ghiandole presenti sulla superficie delle infiorescenze. Sono visibili al meglio con una lente d’ingrandimento da almeno trenta ingrandimenti oppure con un obiettivo macro della fotocamera. Sulle infiorescenze non mature, la maggior parte delle teste dei tricomi sarà trasparente, mentre quelle mature appariranno lattiginose e opache. I tricomi troppo maturi hanno un colore ambrato.

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Banane: La cannabis tende all’ermafroditismo e, durante la fioritura, sulle infiorescenze femminili possono talvolta comparire piccoli fiori maschili. Questi hanno la forma di una piccola banana e, quando si aprono, rilasciano una piccola quantità di polline maschile, che può portare alla formazione di semi. Le cime con semi non solo hanno un sapore significativamente peggiore, ma contengono anche meno cannabinoidi e terpeni. Pertanto, se nota fiori maschili in un campione valutato, presti attenzione e osservi attentamente l’interno delle cime per verificare che non contengano semi.

come riconoscere la buona cannabis

Infiorescenze rifilate male: Tra gli altri aspetti, la cannabis davvero di qualità si riconosce anche da una rifilatura perfetta. Sebbene possa sembrare che la pulizia delle infiorescenze sia soltanto una questione estetica, in realtà è vero il contrario. Anche la fogliolina più piccola presente sulla cima conferisce alla cannabis un retrogusto sgradevole e amarognolo quando viene fumata. 

Cannabis vecchia: Anche se le cime vengono conservate al buio e al fresco, non durano per sempre. La maggior parte delle varietà ha il gusto e il profumo migliori da alcuni mesi fino a sei mesi dalla raccolta e dall’essiccazione. È probabile che la cannabis più vecchia di un anno abbia perso alcuni terpeni e che una parte del THC in essa contenuto si sia degradata in CBN. La cannabis conservata a lungo si riconosce dalla colorazione bruno-dorata e dal profumo leggermente acidulo e sbiadito. Al contrario, la cannabis fresca presenta un profilo terpenico intenso e un colore verde sano.

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Cannabis ammuffita: Qualsiasi traccia di muffa dovrebbe essere per Lei un segnale d’allarme. Le infiorescenze marce colpite dalla muffa grigia (botrite) presentano spesso un colore insolitamente scuro e emanano cattivo odore. Se sospetta la presenza di muffa, rompa la cima e osservi l’interno. Se intorno ai gambi trova tracce grigie o rossastre, probabilmente si tratta di marciume. L’oidio, che appare come una polvere bianca, colpisce soprattutto le foglie. Per questo motivo lo si trova raramente sulle infiorescenze essiccate. Se trova tracce bianche di muffa sulle infiorescenze, significa che l’infezione era effettivamente grave. Ricordi che fumare o consumare cannabis ammuffita espone a gravi rischi per la salute.

Insetti o altre impurità: Alcuni tipi di insetti vivono o depongono le uova nelle infiorescenze ed è ovvio che la carcassa di un insetto non migliori particolarmente l’esperienza con la cannabis. Anche la polvere può influire in modo molto significativo sulla qualità della cannabis. Questo è soprattutto un problema per le piante coltivate all’aperto in un ambiente costantemente polveroso. Le infiorescenze piene di polvere spesso bruciano male, hanno un gusto peggiore ed è più difficile utilizzarle per produrre estratti puri. Molti esperti affermano che il modo migliore per valutare la purezza della cannabis consiste nell’osservare il colore della cenere dopo l’accensione. Se la cenere è chiara e, sfregandola tra le dita, non risulta ruvida, la cannabis è pulita. Al contrario, una cenere scura e ruvida è un segno della presenza di impurità.

Nessuno diventa un esperto di cannabis dall’oggi al domani. Per acquisire l’esperienza necessaria è spesso indispensabile assaggiare migliaia di campioni, un processo che può richiedere molti anni. E non è tutto. Un vero conoscitore dovrebbe conoscere bene anche la storia della cannabis e le più recenti scoperte scientifiche su questa splendida pianta. Se desidera saperne di più, ci segua sul blog di HiSeeds, dove pubblichiamo regolarmente informazioni dal mondo della cannabis.