La nomenclatura delle varietà di cannabis è spesso poco chiara e piena di ambiguità. Le ragioni sono da ricercare nei lunghi anni di proibizionismo e nel tentativo dei breeder di distinguersi dalla concorrenza. Uno degli esempi più tipici è rappresentato dalle varietà contraddistinte dalla parola kush. Questo termine può infatti riferirsi alla catena montuosa dell’Hindu Kush, a ovest dell’Himalaya, ma anche alla leggendaria OG Kush, sviluppata negli anni ’90 del secolo scorso in Florida.
Le origini delle varietà definite kush vanno ricercate nella catena montuosa dell’Hindu Kush, che si estende nei territori di Afghanistan, Pakistan e Tagikistan. È da qui che provengono originariamente le varietà montane, i cui semi furono portati in America negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso dai viaggiatori di ritorno dalla celebre Hippie Trail. Questo itinerario conduceva dall’Europa occidentale all’India e attraversava numerosi luoghi con una ricca storia legata alla cannabis.
Dalla terra promessa dell’hashish
Dal punto di vista della coltivazione della cannabis, l’Hindu Kush è un ambiente impegnativo. Si tratta di una vasta catena montuosa caratterizzata da un clima secco, un’intensa radiazione solare, una stagione vegetativa breve e grandi differenze tra le temperature diurne e notturne. Allo stesso tempo, questa regione è la culla di una delle più antiche culture legate alla cannabis. Tra gli afghani si tramanda che siano stati i primi a padroneggiare la produzione di hashish setacciato. Secondo la leggenda, questa antica arte fu insegnata loro dal mistico sufi Baba Ku.
L’ambiente particolare e secoli di coltivazione secondo metodi tradizionali hanno conferito alle varietà locali un aspetto unico. Rispetto alla cannabis delle zone situate a quote più basse, le piante sono più basse e maturano più rapidamente. Grazie alla selezione ripetuta per la produzione di hashish, le varietà landrace locali presentano un tipo particolare di infiorescenze e un profilo terpenico specifico.
Quando negli anni ’60 del secolo scorso i primi coltivatori americani di cannabis arrivarono nella regione dell’Hindu Kush seguendo la Hippie Trail, non poterono fare a meno di notare quanto fossero diverse le piante locali. Rispetto alle sativa autoctone, che avevano foglie strette, crescevano fino a raggiungere diversi metri di altezza e fiorivano per molti mesi, le varietà dell’Hindu Kush avevano foglie larghe, raramente superavano i due metri e riuscivano a fiorire durante la breve estate montana. Per distinguerle dalle sativa, il nuovo tipo di varietà iniziò a essere chiamato indica.
I coltivatori di cannabis sono curiosi per natura e non passò molto tempo prima che in America iniziassero a comparire i primi ibridi ottenuti incrociando le indica importate con le classiche sativa americane, come Haze, Eden Gold, Polly, Maui Wowie, Kona Gold, Matanuska Thunderfuck e Big Sur Holly. Da quest’epoca dei primi ibridi provengono varietà come Skunk #1 e Northern Lights.
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Come è nata OG Kush
Le indica pure provenienti da diverse zone dell’Asia centrale e meridionale vengono spesso denominate in base al luogo d’origine, per esempio Afghani, Pamir, Himalaya o Kush, probabilmente derivato dal nome della catena montuosa dell’Hindu Kush.
OG Kush è nata dall’incrocio tra la varietà landrace Hindu Kush e una varietà americana “bag seed” chiamata Chemdawg, all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso. Da dove provenga la seconda parte del nome è evidente, mentre sul significato dell’acronimo OG si susseguono discussioni infinite. L’acronimo potrebbe significare Original Gangster, Ocean Grown o anche semplicemente Original.
Il profumo e il gusto della kush
Con il passare degli anni, il termine kush è diventato sinonimo del tipico profilo terpenico che associamo a questo tipo di varietà. La prima impressione è intensa e ricca di profumi “gassy” di benzina e trementina, accompagnati da note di resina di pino e agrumi. La base del gusto pieno delle kush ricorda la terra e il legno secco, con un accenno di resina. Nell’espirazione, il fumo sprigiona sentori di pepe e spezie, oltre a leggere note solforose simili a quelle della skunk.
Uno dei principali terpeni presenti nelle varietà di tipo kush è il mircene, al quale la letteratura scientifica attribuisce effetti rilassanti e analgesici. Il mircene conferisce al profilo terpenico delle kush una base terrosa e rotonda, che si completa perfettamente con altri due terpeni: il limonene e il cariofillene. Il limonene apporta profumi di agrumi, arance e lime e gli vengono attribuiti effetti antistress e ansiolitici. Il cariofillene ha il gusto del pepe nero e dei chiodi di garofano ed è un terpene particolarmente interessante. È infatti un agonista del recettore CB2 e può quindi influenzare in modo significativo le infiammazioni, il dolore e la risposta del sistema immunitario, in maniera simile ai cannabinoidi.
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Qual è la kush migliore?
Nel catalogo HiSeeds troverete decine di kush diverse, quindi se apprezzerete questo tipo di varietà, non vi annoierete di certo. Per rendere la scelta un po’ più semplice, abbiamo selezionato tre delle nostre kush preferite, che non dovreste assolutamente trascurare.
Bubba Kush – Un classico che rende omaggio al creatore della kush originale, Matt “Bubba” Berger, e che tutti dovrebbero provare almeno una volta. Bubba Kush è leggermente più dolce rispetto alla maggior parte delle kush della vecchia scuola. Qui il profilo kush si fonde con la dolcezza del cioccolato, accompagnata da una nota di caffè.
Pure Kush – Greenhouse Seeds ha cercato di creare una varietà il più possibile fedele all’OG Kush originale degli anni ’90 e, secondo noi, ci è riuscita. Il profilo terpenico deciso, ricco di mircene, cariofillene, pinene e geraniolo, vi farà sedere di colpo e non vi rialzerete tanto presto, proprio come dovrebbe accadere con una kush degna di questo nome.
Herz OG – Questa varietà discreta della seedbank spagnola Exotic Seeds ci ha sorpreso sotto molti aspetti. L’incrocio tra due kush iconiche, Larry OG e Kosher Kush, vi sorprenderà con la sua resa e con un profilo terpenico deciso, ricco di legno, pino e agrumi agrodolci, completati da note pepate.
Le kush sono amate da breeder e coltivatori e ne esiste un’enorme quantità. Nel nostro elenco non hanno trovato spazio le kush autofiorenti, le kush CBD e tutta una serie di varietà collaudate. Ogni varietà ha qualcosa da offrire e vale sicuramente la pena provarne il maggior numero possibile. Per ulteriori consigli e suggerimenti dedicati a coltivatori e appassionati di cannabis, visitate il blog HiSeeds.
